La Goerz Anschütz Ango è una delle fotocamere più affascinanti della fine dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento, non solo per il suo aspetto elegante da macchina a soffietto, ma soprattutto per l’innovazione tecnica che rappresentò nel mondo della fotografia.
La fotocamera nasce dalla collaborazione fra C. P. Goerz, uno dei principali produttori tedeschi di ottiche e apparecchi fotografici, e Ottomar Anschütz, inventore e fotografo visionario.
Anschütz aveva sviluppato un otturatore a tendina sul piano focale estremamente rapido, capace di raggiungere tempi allora impensabili.
Era un’epoca in cui la maggior parte delle fotocamere aveva otturatori molto lenti: congelare un movimento veloce era praticamente impossibile.
L’otturatore di Anschütz, invece, permetteva di ottenere tempi di esposizione brevissimi, aprendo la strada alla fotografia sportiva, naturalistica e “istantanea”.
Questo sistema rivoluzionario venne adottato da Goerz, che progettò una serie di fotocamere attorno a questo otturatore. Da questa unione nacque la denominazione ANschütz + GOerz = ANGO.
La Goerz Anschütz Ango è una fotocamera pieghevole a soffietto costruita con materiali classici delle camere dell’epoca: legno robusto, rivestimento in pelle, componenti in metallo finemente rifiniti.
Utilizzava lastre fotografiche di vari formati (spesso 9×12, 10×15 o 13×18 cm), tipiche della fotografia professionale dell’epoca.
Il cuore della macchina era il celebre otturatore a tendina, regolabile tramite due controlli:
• la velocità di scorrimento della tendina;
• la larghezza della fessura che lasciava passare la luce.
La combinazione di questi due elementi determinava il tempo di esposizione, che poteva essere estremamente breve.
Per inquadrare, l’Ango utilizzava un mirino tipo Newton, un piccolo periscopio pieghevole posto sulla parte anteriore della macchina, che permetteva una composizione semplice ma efficace.
La Goerz Anschütz Ango ebbe un grande successo tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.
Fu utilizzata da fotografi professionisti, studiosi di movimento, reporter e pionieri dell’immagine dinamica.
Il suo otturatore veloce contribuì a sviluppare un nuovo modo di fotografare, meno statico e più vicino a ciò che diventerà la fotografia moderna.
Oggi è un pezzo molto ricercato dai collezionisti e dagli appassionati di storia della fotografia: una macchina che, a più di un secolo di distanza, continua a sorprendere per la sua ingegnosità.
Ruolo della Goerz Anschütz Ango nella Prima Guerra Mondiale
1. Fotografia di documentazione sul campo
La Ango era una fotocamera molto apprezzata da:
• fotografi militari di reparto,
• cartografi,
• ufficiali incaricati di registrare opere di trincea e postazioni,
• fotografi civili al seguito dell’esercito (sia tedeschi sia austro-ungarici).
Era pieghevole, robusta, abbastanza compatta e dotata di un otturatore velocissimo, perfetto per:
• scene d’azione
• movimenti di truppe
• condizioni di luce variabili
Molti fotografi militari di seconda linea preferivano le Ango alle grandi fotocamere da campo perché permettevano di lavorare più rapidamente e con minore ingombro.
2. Addestramento militare e manualistica
Prima e durante il conflitto, la Ango venne utilizzata:
• in scuole di ricognizione,
• nei corsi di fotogrammetria per ufficiali,
• come esempio di macchina “istantanea ad alta velocità”.
Non era la macchina “regolamentare” ma era abbastanza diffusa e citata nei manuali tecnici tedeschi pre-1914 per le sue capacità meccaniche.
3. Ricognizione terrestre
La Ango fu usata per:
• fotografie preparatorie a missioni di ricognizione;
• analisi di ponti, ferrovie, edifici, depositi;
• documentazione dell’avanzamento o arretramento nelle zone del fronte.
La sua mobilità la rendeva uno strumento pratico per gli ufficiali di ingegneria militare.
4. Propaganda e cronaca militare
Molte fotografie di truppe tedesche e austro-ungariche in addestramento, in bivacco o nelle retrovie, scattate tra il 1914 e il 1916, sono attribuiti (spesso indirettamente) a fotocamere a tendina tipo Anschütz.
Alcune redazioni giornalistiche e agenzie fotografiche avevano in dotazione Ango o Reflex-Ango, perché erano tra le poche fotocamere capaci di registrare movimento vero prima dell’arrivo delle Ernemann e delle prime Leica.
5. Un mezzo “di transizione” nel mondo militare
La Prima Guerra Mondiale cade in un momento storico particolare:
la Ango era nata negli anni ’90 dell’Ottocento, modernissima per l’epoca, ma nel 1914 era già tecnologicamente “a metà” fra passato e futuro.
Restava però insuperata per:
• rapidità
• affidabilità meccanica
• portabilità rispetto alle imponenti camere da campo.
Di fatto, fu usata quando serviva una macchina rapida, controllabile e portatile, lì dove non era necessario un grande formato rigidissimo come nelle ricognizioni dall’alto.
Scheda tecnica
Periodo di produzione: ca. 1890–1920 (varie versioni)
Tipologia Fotocamera: pieghevole a soffietto su lastra (field camera)
Formato: lastre 9×12 - 10x15 - 13x18 cm
Materiali corpo: Legno verniciato/impiallacciato, rivestimento in pelle, parti metalliche
Otturatore: A tendina al piano focale
Regolazione otturatore: Scorrimento tendina + larghezza fessura
Tempi di scatto: Variabili a seconda della combinazione; fino a ~1/1000 s nei modelli ad alta velocità
Messa a fuoco: A cremagliera sul soffietto, messa a fuoco su vetro smerigliato
Mirino: Newton pieghevole (molti modelli); in alcuni una finestra semplice
Caricamento: Chassis a lastra singola o doppia
Versioni note: Ango • Ango Luxus • Ango High-Speed • Ango Stereo • Reflex Ango
Utilizzo previsto: Fotografia professionale, reportage, istantanee veloci, studio del movimento
Particolarità: Uno dei primi sistemi realmente “ad alta velocità”; fotocamera molto avanzata per l’epoca