PEZZO IN MOSTRA ESTERNA Immagine Strumento
Documentazione rapida
analogica

Kodak No.2 Brownie Camera

ID Inventario

#187


Attualmente in esposizione esterna
Questo pezzo fa parte della mostra: Sincronie storiche - Dialoghi fotografici nel tempo presso Palazzo Pretorio - Piazza San Francesco d'Assisi, Figline Valdarno (23 maggio - 7 giugno 2026).
Note Introduttive

La Kodak No. 2 Brownie è una delle fotocamere più iconiche della storia della fotografia amatoriale.
Introdotta nel 1901 dalla Eastman Kodak Company, rappresentò un’evoluzione importante rispetto alla primissima Brownie del 1900: era più robusta, più pratica e soprattutto utilizzava pellicola in formato 120, un formato che ancora oggi esiste.
La serie Brownie nacque dall’intuizione di George Eastman: rendere la fotografia accessibile a chiunque, non solo ai professionisti.
La prima Brownie costava un dollaro, un prezzo rivoluzionario. La No. 2 Brownie, lanciata l'anno successivo, fu pensata per migliorare la qualità dell’immagine mantenendo però la stessa semplicità d’uso.
Negli anni, fu prodotta in diverse versioni e varianti (No. 2A, No. 2C, ecc.), ma il modello base rimase quasi invariato: un cubo o parallelepipedo rivestito in cartone e similpelle, mirini semplici e un otturatore elementare.
La fotocamera era così intuitiva da utilizzare che diventò un regalo comune per bambini e famiglie e contribuì a fissare nella memoria collettiva migliaia di fotografie di inizio Novecento. Il successo della Brownie fu tale che la Kodak continuò a produrre modelli della serie per decenni.
La Kodak No. 2 Brownie ha un aspetto essenziale, quasi rudimentale, ma proprio questa semplicità è ciò che la rende affascinante.
La sua struttura è un parallelepipedo ricoperto da un materiale nero simile alla pelle, con una piccola finestra rossa sul retro che permetteva di vedere l’avanzamento della pellicola.Sul fronte è presente un unico obiettivo meniscale, accompagnato da un semplice otturatore a leva. I due mirini a traguardo, laterali e frontali, permettevano di inquadrare sia in verticale che in orizzontale: basta abbassare lo sguardo nella piccola finestrella e l’immagine appare, capovolta come in molte fotocamere a specchio reflex di quegli anni, ma comunque leggibile.
Non offre impostazioni complesse: soltanto scatto singolo e posa “T” per esposizioni lunghe, più un paio di diaframmi ottenuti tramite linguette metalliche. L’esperienza d’uso era quindi quasi “automatica”, immediata, adatta a chi non aveva alcuna formazione fotografica.
La costruzione, pur economica, era sorprendentemente resistente.
Nonostante le limitazioni tecniche, la fotocamera produceva immagini nitide e caratterizzate dal tipico look “morbido” delle ottiche semplici dell’epoca, oggi molto apprezzato dagli amatori della fotografia analogica.
Tutto nella No. 2 Brownie è studiato per durare e funzionare con minimalismo assoluto, La No. 2 Brownie non è solo un oggetto d’epoca: è una pietra miliare della democratizzazione della fotografia.
Ha reso possibile per milioni di persone documentare la propria vita quotidiana — compleanni, gite, momenti familiari — senza bisogno di uno studio o di un fotografo professionista.
Era la macchina fotografica che “tutti potevano usare”, e il suo slogan implicito — You press the button, we do the rest (te premi il pulsante, noi pensiamo al resto) — ha segnato l’inizio della cultura dello scatto facile, precursore della fotografia istantanea e, più avanti, della fotografia digitale.

Scheda tecnica
Produttore: Eastman Kodak Company
Anno di introduzione: 1901
Formato pellicola: 120 (6×9 cm)
Tipo di fotocamera: Box camera per fotografia amatoriale
Materiali: Corpo in cartone pressato e rivestito in similpelle; parti metalliche
Obiettivo: Lente meniscale semplice
Lunghezza focale: ~ 100 mm (variabile leggermente tra le versioni)
Diaframmi: A selezione tramite linguette (tipicamente f/11, f/16, f/22)
Otturatore: Meccanismo semplice a rotazione; modi “I” (istantaneo) e “T” (posa)
Tempo di scatto: Fisso (circa 1/40–1/50 s) in modalità istantanea
Mirini: Due mirini a traguardo (uno per orientamento verticale, uno per orizzontale)
Avanzamento pellicola Manuale a manopola; finestra rossa sul retro per il numero fotogramma
Formato pedllicola: 6 × 9 cm
Numero scatti per rullo: 8 fotografie
Colori disponibili: In origine nero; nelle versioni successive anche colori e pattern decorativi
Prezzo originale: 2 USD circa (inizio Novecento)

Fotografi e progetti con la Kodak No.2 Brownie Camera

1. Jacques Henri Lartigue
• Considerato uno dei più grandi fotografi del XX secolo.
• Da bambino utilizzò proprio una Brownie come prima macchina fotografica per i suoi celebri album familiari.
2. Henri Cartier-Bresson
• Non la utilizzò in modo sistematico, ma raccontò che tra le prime fotocamere che poté maneggiare da giovane ci fu anche una Brownie, prima del suo passaggio alla Leica.
3. Edward Weston
• Da ragazzo iniziò a fotografare con una Brownie regalatagli dal padre, prima di dedicarsi alla fotografia professionale e di passare a camere di grande formato.
4. Bill Brandt
• Usò una Kodak Brownie nelle sue prime esplorazioni fotografiche, prima del lavoro più complesso e artistico degli anni successivi.
5. Diane Arbus
• Anche lei iniziò a fotografare da bambina con una Brownie, come moltissimi futuri fotografi americani dell’epoca.
6. Ansel Adams
• Non è rimasta documentata un’uso sistematico, ma nelle sue biografie si menziona che da piccolo sperimentò con una Brownie, prima di usare macchine professionali.

Specifiche Tecniche
Formato Pellicola: 120
Otturatore: Centrale meccanico
Esposimetro: 0
Trascinamento: Manuale
Donatore: Carlo Bruschini
Anno Fabbricazione: 1901
Matricola: Non presente
Made in: USA
Peso: 600 gr
Dimensioni: ---
Stato e Collocazione
Stato espositivo: Trasferita in Mostra
Studio Storico e Scheda Descrittiva Ufficiale
Schermo Intero
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