La Rolleiflex Automat è una delle fotocamere più iconiche della storia della fotografia, prodotta dalla tedesca Franke & Heidecke (poi Rollei) a partire dagli anni ’30.
Si tratta di una Biottica - Twin-Lens Reflex (TLR), ovvero una macchina fotografica a doppio obiettivo, che ha segnato un’epoca per l’innovazione tecnica e la qualità delle immagini.
Nel 1937 viene introdotta la prima Rolleiflex Automat, così chiamata perché introdusse un sistema di avanzamento della pellicola "automatico".
Prima, i fotografi dovevano allineare manualmente i numeri stampati sulla carta di protezione della pellicola con una finestra sul dorso.
L’Automat invece sfruttava un meccanismo di sensore a rullo e leva che rilevava lo spessore della pellicola e la posizionava automaticamente sul primo fotogramma.
Negli anni ’40 e ’50 la Rolleiflex Automat divenne una fotocamera di riferimento per i professionisti, molto usata da reporter, ritrattisti e fotografi di moda.
Restò in produzione in varie versioni fino agli anni ’60, per poi lasciare spazio ai modelli Rolleiflex più avanzati, come la 2.8 Planar o la Tele Rolleiflex.
Scheda tecnica
• Pellicola: 120 roll film
• Formato negativo: 6 × 6 cm (12 pose per rullo)
• Avanzamento: automatico con sistema “Automat” (rilevamento inizio pellicola tramite sensore a rullo)
• Contafotogrammi: automatico, sincronizzato con l’avanzamento
• Obiettivo di ripresa: * Carl Zeiss Tessar 75mm f/3.5 oppure Schneider Xenar 75mm f/3.5
* Schema ottico: 4 lenti in 3 gruppi (Tessar/Xenar)
* Diaframma: da f/3.5 a f/22
• Obiettivo di visione:
* Zeiss Heidosmat 75mm f/2.8 (solo per la messa a fuoco sul vetro smerigliato)
Otturatore
• Tipo: centrale (leaf shutter, Compur o Synchro-Compur, secondo la versione)
• Tempi di posa: da 1 secondo a 1/500 + posa B
• Autoscatto: presente in alcuni modelli
• Sincronizzazione flash: contatto PC, tempi X e M (nelle versioni Synchro-Compur)
Messa a fuoco
• Sistema: manuale, tramite manopola laterale collegata a meccanismo a cremagliera
• Distanza minima: circa 1 metro
• Scala distanze: incisa sulla manopola, con indicazioni di profondità di campo
Mirino
Tipo: a pozzetto (waist-level finder)
Scheda tecnica
• Vetro smerigliato: di buona luminosità, con lente di ingrandimento ribaltabile
• Specchio reflex: fisso, non ribaltabile
Corpo
• Materiale: lega metallica rivestita in pelle
Fotografi e progetti con la Rolleiflex Automat:
La Rolleiflex Automat e, più in generale, le Rolleiflex biottiche (TLR) furono tra le macchine fotografiche più amate da reporter, ritrattisti e fotografi di strada tra gli anni ’40 e ’70. La loro compattezza, la qualità delle ottiche e il formato 6×6 le resero strumenti privilegiati.
La Rolleiflex Automat in particolare fu amata soprattutto da chi faceva reportage e street, perché era più leggera e rapida da usare rispetto ai modelli successivi
Ecco alcuni dei fotografi più noti che usarono la Rolleiflex Automat o modelli TLR simili:
Robert Capa – usò la Rolleiflex in diverse campagne di guerra e reportage.
David “Chim” Seymour (Magnum Photos) – spesso immortalato con una Rolleiflex al collo.
Vivian Maier – la celebre street photographer americana, gran parte del suo archivio è stato realizzato con Rolleiflex biottica TLR (Automat e successivi modelli).
Diane Arbus – utilizzò molto la Rolleiflex per i suoi ritratti iconici.
Walker Evans – in alcune fasi del suo lavoro documentario.
Richard Avedon – per molti dei suoi celebri ritratti in studio degli anni ’50 e ’60.
Irving Penn – impiegò la Rolleiflex per i suoi ritratti e lavori di moda.
Helmut Newton – anche lui la utilizzò, prima di passare ad altri sistemi.
Lee Miller – fotografa e reporter di guerra.
Gordon Parks – grande fotografo e regista afroamericano.
Robert Doisneau – maestro francese della street photography.